Cesare Guaita

Cesare Guaita, laureato in Chimica e specializzato in Chimica organica, lavora come ricercatore presso i laboratori di una grande azienda.
Uno dei massimi esperti europei di cosmochimica, esobiologia e planetologia, è Presidente del Gruppo Astronomico Tradatese,  da oltre 25 anni conferenziere al Planetario di Milano, autore di decine di articoli su rivista e di pubblicazioni monografiche.
L’esplorazione delle comete, da Halley a Rosetta è la sua ultima pubblicazione, uscita per i tipi di Hoepli, e rappresenta una delle trattazioni più ampie e complete mai apparse in Italia sul tema delle comete, un fenomeno astronomico che, da millenni, affascina l’umanità a causa della sua irregolarità (“le comete sono come i gatti: entrambi hanno la corda e un comportamento assolutamente imprevedibile”, recita l’esergo riassuntivo del libro, citazione dal ricercatore canadese David Levy) rispetto all’ordine (apparente) del cosmo. Il volume, approfondisce gli ultimi trent’anni di esplorazioni spaziali delle comete, culminanti con l’impresa epocale della sonda Rosetta che, nell’agosto del 2014, è entrata nell’orbita della 67P/Churyumov-Gerasimenko (argomento principale del libro) rilasciando, il successivo 12 novembre, un lander che è atterrato sulla superficie scabra e scura, studiandone la composizione fisica e chiarendo con quali meccanismi il Sole inneschi per sublimazione le attività dei corpi cometari. Già la sonda Giotto, sfiorando a 600 km di distanza il nucleo della Halley, riapparsa nel 1986, aveva rivelato il profondo legame che sussiste tra le comete e le molecole organiche diffuse nello spazio interstellare, confermato anche da altre importanti missioni, su tutte Stardust (2004), che catturò migliaia di piccoli frammenti della Wild-2, e Deep Impact (2005), che arrivò a riattivare l’attività della Tempel-1 tramite un bombardamento missilistico. L’impatto di questi ammassi di ghiaccio negli oceani della Terra primordiale potrebbe dunque nascondere il motivo per cui la vita, a partire da 3,8 miliardi di anni fa, si sviluppò così velocemente sul nostro pianeta. Lungi dal veicolare profezie nefaste, come si è creduto in numerose civiltà, le comete avrebbero giocato un ruolo decisivo in relazione allo sviluppo biologico. Il testo di Guaita, avvincente, dettagliato, tecnico e insieme chiaro, accessibile, conclude idealmente quanto scriveva Pierre Bayle (Pensieri sulla cometa, 1682)  per sfatare le reazioni seguenti all’apparizione, nel 1680, della fulgida C/1680 V1, la prima osservata al telescopio nella storia:

non so convincermi che un dottore come voi siete, il quale per il semplice fatto di essere riuscito a predire con precisione il ritorno della nostra cometa dovrebbe essere convinto non trattarsi altro che di corpi soggetti alle leggi ordinarie della natura e non di prodigi che non seguono nessuna regola, si sia nondimeno lasciato trascinare dalla corrente e creda, conformemente all’opinione generale, nonostante le ragioni addotte da un ristretto numero di persone scelte, che le comete siano come degli araldi che vengono da parte di Dio a dichiarare guerra al genere umano.

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Curriculum aggiornato al febbraio 2016